Microalghe: che cosa sono, proprietà e benefici

In principio c’erano le microalghe. Sì, perché la vita sulla Terra è nata proprio da loro, che forniscono circa la metà dell’ossigeno atmosferico e che ancora oggi sono alla base di ogni catena alimentare. Questi organismi unicellulari sono largamente diffusi in ecosistemi caratterizzati da acqua dolce e salata, e attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana producono zuccheri e molte sostanze utili per l’uomo. Le specie di microalghe conosciute sono decine di migliaia, e si differenziano per forma, colore, dimensioni e aspetti metabolici. Tra le più conosciute e coltivate per produrre integratori alimentari c’è proprio la Spirulina, una delle microalghe con il più elevato contenuto di proteine e che annovera tutti e 21 gli amminoacidi.

Le microalghe possono essere utilizzate in moltissimi settori: dal già citato comparto degli integratori alimentari, all’agricoltura, fino al biocarburante. Hanno un’elevata capacità di proliferare, anche in condizioni ambientali avverse e persino su terreni ritenuti sterili: una caratteristica interessante e potenzialmente sfruttabile specialmente in zone del mondo dove la terra non è fertile e dove è necessaria la produzione di integratori proteici.

Tra le sostanze prodotte dalle microalghe, le proteine e gli aminoacidi sono di fondamentale importanza, essendo alla base di ogni meccanismo metabolico.

A questi si aggiungono:  

- i sali minerali, fondamentali per un ottimale funzionamento cellulare;
- luteina e carotenoidi, in percentuale anche dieci volte maggiore rispetto a quelli contenuti nelle carote, molto importanti perché rallentano l’invecchiamento cellulare;
- gli acidi grassi a catena lunga Omega3, importanti perché contrastano l’azione del colesterolo;
- vitamine del gruppo B, che aiutano il fegato e il sistema nervoso nelle loro funzioni;

Tutti questi composti non sono sintetizzati dall’organismo, e devono quindi essere assunti integrando la propria alimentazione.

La Spirulina è, ad oggi, una delle microalghe più studiate. Cresce naturalmente in pochissime zone del mondo, in ambienti ad elevata alcalinità, temperature costanti tra i 30 e i 40 gradi ed elevate concentrazioni di sali minerali.
In queste rare zone del mondo la microalga è conosciuta da secoli: civiltà precolombiane, come gli Aztechi, la usavano come ingrediente del tecuitlatl, un impasto altamente energetico a base di Spirulina, spezie e verdure, mentre tuttora la tribù Kanembu che vive sul lago Ciad, in Africa, la consuma nella pietanza dolce che chiamano dihè.

Studi e test di laboratorio stanno approfondendo e dimostrando gli effetti benefici di questa microalga come sostegno per la crescita, come cura per i disturbi digestivi e per la sua azione contro i tumori.